I bambini sono una grande ricchezza

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Oggi, 20 Novembre, ricorre l’anniversario della convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza approvata nel 1979 dalle Nazioni Unite.
La suddetta convenzione nasce dall’esigenza di tutelare i più deboli ed è la prima a contenere nel suo testo tutti i diritti dell’uomo. È un fortissimo strumento giuridico che sancisce importanti diritti dei bambini affinché questi possano vivere in un ambiente familiare sano e sereno riconoscendo, per la prima volta, di dover rivolgere particolare attenzione e protezione ai bambini, come dichiarato anche sulla Dichiarazione dei diritti del fanciullo (1959), nella convenzione di Ginevra (1924) e nella Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo (1948), con la consapevolezza che ci sono bambini che hanno bisogno di particolari attenzioni perché in seria difficoltà e che fosse necessaria una cooperazione internazionale.
I diritti garantiti dalla Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Infanzia sono raccolti in un documento onnicomprensivo senza distinzioni né suddivisioni perché ogni articolo è di uguale importanza, indivisibile, correlato agli altri e interdipendente. È composta da 54 articoli che tutelano l’infante dal concepimento, garantendogli il diritto alla vita, libertà di scelta, parola, pensiero, religione, riconoscendo l’importanza della vita familiare e delle relazioni tenute dal bambino. Alcuni articoli mirano alla protezione contro l’abuso e lo sfruttamento minorile, ancora presente in molti Paesi.
Hanno adottato la convenzione ben 61 Paesi, l’Italia nel 1991.
Ma pensiamo davvero che tutto ciò basti? I bambini dei Paesi più “civili” sono tutelati, e gli altri?
Pensiamo alle spose bambine, ai bambini addestrati per combattere, ai bambini che lavorano dalla tenera età per aiutare la famiglia, ai bambini sfruttati, a chi non può andare a scuola, a chi non può curarsi. Sono realtà vicino alla nostra eppure ci sembrano così lontane… Se ne parla poco perché a nessuno interessa. Nessuno fa niente. Tante, tantissime organizzazioni negli anni hanno lavorato nei luoghi più problematici per provare a risollevare la situazione come Save the Children o l’UNICEF. Ma quanto è cambiato? Il vero ostacolo è il modo di pensare, il non riconoscere il bambino come tale, il non capire che per ogni cosa c’è un’età adeguata. Non ci si può sposare a soli 9 anni. A nove anni si dovrebbe poter correre in strada, cadere nelle pozzanghere e sporcarsi, giocare con le Barbie, chiacchierare e ridere con le amiche, cantare, scherzare. A nove anni non si può fare la moglie, a nove non si possono avere dei rapporti sessuali. Perché tutte le bambine del mondo non possono essere semplicemente bambine?

L’uguaglianza, bambino, esiste solo dove stai tu: come la libertà. Nell’uovo e basta siamo tutti uguali. Ma è proprio il caso che tu venga a conoscere tali ingiustizie, tu che lì vivi senza servire nessuno?” Oriana Fallaci da “Lettera ad un bambino mai nato”.
In questo giorno è importante riflettere per poter fare qualcosa, per poter cambiare le cose. Non facciamo finta di niente perché al posto di quei bambini potevamo esserci noi. Deve nascere una fiamma dentro che ci faccia dire “non è giusto, voglio fare qualcosa” e la prima cosa da fare è non ignorare. Il verbo “ignorare” significa letteralmente “non conoscere”. Ecco, iniziamo a renderci conto di ciò che succede in altri posti, iniziamo a denunciare se sentiamo di bambini maltrattati, abusati, sfruttati. Non facciamo finta di niente! È vero che in altri Paesi succedono cose terrificanti ai più piccoli e per quanto l’Italia li tuteli, anche qui, spesso, sentiamo notizie raccapriccianti. Bambini uccisi, molestati da preti o insegnanti, picchiati dalle maestre. Ascoltiamo i bambini, non siamo indifferenti davanti alle loro urla di aiuto. A volte sono restii nel raccontare le cose ai genitori, ma bisogna osservarli, bisogna dare importanza ai loro gesti, ai loro disegni, ai loro sogni.
I bambini sono una grande ricchezza.

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