A piedi scalzi, ma in ginocchio davanti a nessuno

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“Abbiamo aperto la questura ai giovani più volte. Stiamo parlando alla futura classe dirigente. Le speranze del nostro Paese sono nelle vostre mani. […] Bisogna tenere presente cosa è successo in passato per un dovere di memoria nei confronti di chi, lavorando per amore della legalità, dello Stato, ha perso la vita. In questa società si annida la criminalità mafiosa che è sempre dietro l’angolo.” Queste le parole che il Questore di Palermo, Renato Cortese, ha pronunciato giorno 9 Novembre durante una conferenza dal titolo “La mafia è criminalità?” organizzata dalle associazioni Vivere Giurisprudenza e Quarto Savona Quindici nella Caserma ” Pietro Lungaro “, rivolgendosi agli studenti universitari.
L’evento è iniziato alle 16, quando, in un primo momento, i ragazzi accolti dalla signora Tina Montinaro (moglie del capo scorta di Giovanni Falcone, Antonio Montinaro e presidente dell’associazione Quarto Savona Quindici ) si sono stretti in un silenzio struggente attorno alla teca contenente l’auto andata distrutta Durante la strage di capaci del ’92. La signora Montinaro ha interrotto l’atmosfera con delicatezza e commozione per dar voce al ricordo :
“In quella macchina ci sono tre famiglie. È rimasto solo il contachilometri che segna 100287”

L’autovettura era stata abbandonata fino a sei anni fa, quando il presidente dell’associazione Q.S.Q. ha deciso di mostrarla in tutta Italia per far capire di cosa sia capace la mafia. Solo dopo 25 anni l’ha riportata a casa, quella stessa in cui gli uomini della scorta non hanno mai più fatto ritorno.
Ha avuto luogo nella sala multimediale della caserma una conferenza scandita da due video in omaggio ai poliziotti vittime di questa organizzazione criminale, tenuta dal Questore Cortese e dalla signora Montinaro che con brevi interventi hanno indotto i ragazzi a una profonda riflessione. Numerose domande sono state poste, una tra queste fatta da Siculum che tramite degli aneddoti ha sottolineato che spesso la paura scaturisce dall’assenza dello Stato e delle forze dell’ordine, che quando ci si ritrova di fronte alla mafia si è posti dinanzi ad un bivio: rischiare tutto, denunciare e perseguire la strada della legalità o mettere a repentaglio la sicurezza della propria famiglia.
“[…] La mafia riempie spazi vuoti lasciati da altri. […] Dove non c’è uno Stato forte si alimenta la paura e la mafia continua a proliferare ed è questo che dobbiamo assolutamente combattere – risponde il Questore – Mi rendo conto che non è facile, specialmente quando sono state vissute delle esperienze negative personalmente o da vicino. Non è facile mandare questi messaggi generali, bisogna calarli nella realtà dove sicuramente non facile è chiedere a qualcuno di fare l’eroe perché si ha paura. Ma l’alternativa quale sarebbe? Dargliela vinta ?[…] Capisco che non si può chiedere a nessuno di fare l’eroe. Già il fatto di essere consapevoli, il fatto che insieme abbiamo forza, il fatto che possiamo dire “NO”, già il fatto che si può denunciare in tanti modi […] è tanto e se continuiamo così le cose possono cambiare. Lo dobbiamo a chi ci ha rimesso la vita, alle future generazioni. […] Non perdete mai la speranza, non vi abbattete; voi siete la forza della natura!
A fare da cornice una frase :
“SUB LEGE LIBERTAS” .
Sì, perché se solo fosse rispettata la legge, se non fossero violati dignità e libertà, se la gente continuasse a unirsi compatta verso la strada giusta, forse vivremmo in maniera diversa.
La paura è qualcosa che tutti abbiamo, è un sentimento umano; è la vigliaccheria che non si capisce, che non deve rientrare nell’ottica umana. ” Antonio Montinaro
Non ci resta che LOTTARE!

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