Riina e i Siciliani: l’ultimo confronto

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Alle ore 03:37 di questa notte Totò Riina è morto nel reparto detenuti dell’Ospedale di Parma. Malato ormai da anni, aveva subito due interventi chirurgici negli ultimi tempi e si era notevolmente aggravato, tanto da indurre i propri legali durante questa primavera a richiedere i domiciliari per motivi di salute. Istanza poi rigettata dal tribunale di sorveglianza di Bologna, e che già all’epoca accese un forte dibattito nell’opinione pubblica, tra l’ala giustizialista e rigida, e quella più garantista e “misericordiosa”.
Questi stessi fronti nelle prime ore di stamani si stanno premurando di mettere nelle piazze reali e virtuali le loro opinioni e frasi di circostanza, intasando le conversazioni per strada, sui treni e sui social di questo Venerdì 17 Novembre 2017.

Riina si porta nella tomba tanti segreti di almeno mezzo secolo di società italiana, boss e uomo “d’onore” fino alla fine, mai pentito e sempre orgoglioso delle sue azioni.
Ma nonostante tutto ciò, nonostante l’odio che tutta la società civile per bene può volergli, nessuno di noi può minimamente pensare di sentirsi a posto con la coscienza accostando qualche parola in un post su Facebook. A quelle parole, per carità importanti per ognuno di noi, devono seguire azioni e gesti quotidiani.

Non dobbiamo mai correre il rischio che queste parole o frasi diventino drammaticamente di circostanza, che diventino esse stesse una gara per più like come una qualsiasi nostra foto; non possiamo cadere vittime della massificazione globalizzata del pensiero.

Come possiamo allora non sentirci ipocriti?
Lo spinello alla “Vucciria” o a scuola di troppi giovani, il voto di scambio, il clientelismo, il voltarsi la faccia dinanzi a soprusi e illegalità, gli insulti alle forze dell’ordine e tante altre azioni negative a cui quotidianamente non facciamo caso, sappiamolo, cancellano come per magia i nostri post su Facebook, facendo resuscitare Riina e morire altre cento volte le sue vittime.



La miglior risposta che oggi la Sicilia e i Siciliani possono dare è il silenzio: ma attenzione, non un silenzio rispettoso per la morte di un assassino come Riina, ma un silenzio rispettoso per le sue vittime e contemplativo per la nostra coscienza.

Potremmo per esempio andarci a leggere e rileggere le azioni e i gesti di quelle persone straordinariamente normali che furono uccise da Riina, scoprire magari che quei nomi a cui sono intitolate le nostre scuole, i nostri licei o le nostre vie sono tra quelle.

Potremmo sostare qualche minuto davanti alle troppe lapidi della nostra Palermo o delle altre città e provare a immaginare per qualche secondo la brutalità e di quei momenti.

Potremmo rifiutare lo spinello dell’amico, anche a costo di passare per una volta come lo “sfigato del gruppo”, perché cari ragazzi, con quei soldi finanziate i “figli” di Riina.

Potremmo stringere la mano e dire un semplice “grazie” agli agenti di polizia in servizio quando li incontriamo o ci fermano ad un posto di blocco, invece di imprecare come degli idioti. Oggi, se viviamo una normalità un pò maggiore rispetto agli anni passati, e se oggi Riina è morto dietro le sbarre, è soprattutto merito loro.

La mafia e la criminalità non si sconfiggono con gli stati su Facebook, Whatsapp o Instagram, quelli sono solo un moderno punto di partenza del nostro essere cittadini.
La mafia, cari amici, si sconfigge con le azioni, i gesti, l’agire quotidiano e la conoscenza.
Lasciamo Riina al buio dell’eternità
, voltiamo pagina e rivolgiamo un pensiero alle sue vittime che vi elencherò qui sotto e a tutti i morti di “Cosa Nostra”, in modo da farli rivivere ogni giorno nei nostri gesti.
Facciamolo per la nostra bellissima terra, affinché volti pagina grazie ad ognuno di noi.

Giuseppe Di Matteo (15 anni)
Cap. Emanuele Basile
Ten. Col. Giuseppe Russo
Commissari Beppe Montana, Ninni Cassarà
Capo Squadra Mobile Boris Giuliano
Gen. Carlo Alberto Dalla Chiesa
Agenti: Antonio Montinaro, Vito Schifani, Rocco Dicillo, Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Cosina, Claudio Traina.
Giudici: Antonio Scopelliti, Giovanni Falcone e la moglie Francesca Morvillo, Cesare Terranova, Giangiacomo Montalto, Paolo Borsellino, Alberto Giacomelli, Rocco Chinnici.
Prof. Paolo Giaccone
Presidente Piersanti Mattarella
On. Pio La Torre
On. Michele Reina
Attentato di Via dei Georgofili (5 vittime e danni al patrimonio artistico e culturale)
Attentati di Milano e Roma
Stage di Viale Lazio

Strage di Pizzolungo (3 vittime di cui due gemelli di 6 anni)

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