E’ l’alba della Terza Guerra Mondiale?

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Da ormai parecchie settimane il confronto tra Stati Uniti e Corea del Nord si è inasprito sempre più, tenendo col fiato sospeso tutte le principali cancellerie mondiali e ovviamente tutti noi. Al di là dei soliti contenuti e delle solite news che quotidianamente apprendiamo dai Tg e dai giornali dovremmo cercare di capire, quindi, quali potrebbero essere gli obiettivi delle due parti per ora maggiormente tirate in ballo (U.S.A e Nord-Corea ndr), quali gli schieramenti in campo e quali i possibili risvolti nel medio periodo. Possiamo subito dire con certezza che i nordcoreani rappresentano la parte che non ha nulla da perdere, la scheggia impazzita insomma: test missilistici ormai settimanali, provocazioni verbali e assoluto menefreghismo delle sanzioni della Comunità Internazionale. Gli USA, invece, sono quelli che pagherebbero il prezzo più alto rischiando un nuovo Vietnam e hanno inevitabilmente, insieme agli alleati, tutto da perdere. Sì, perché gli USA non si sono scoperti improvvisamente temporeggiatori o amanti delle vie diplomatiche, lo sono diventati per necessità. Una necessità dettata dalla pericolosità di un eventuale conflitto atomico, dall’imprevedibilità dell’avversario e da una indubbia debolezza politica interna del Presidente Trump.
Ma come è ormai ben noto questo scontro ha degli schieramenti in campo molto ampi con attori molto pesanti al loro interno. Ricordiamo infatti che la Corea del Nord può contare sull’appoggio di Cina, Iran e in un certo senso anche della Russia, che comunque fino a questo momento ha scelto di mantenere un profilo abbastanza basso. Dall’altra parte invece gli Stati Uniti hanno Sud-Corea e Giappone da “proteggere”, in quanto alleati storici e sotto la loro diretta influenza economica e politica.
Ciò che davvero spaventa tutti, e che al momento ha fatto tenere le armi nella fondina, è l’immediata carneficina che si scatenerebbe se si desse inizio a questo conflitto, con la Corea del Sud che pagherebbe nei primi MINUTI di conflitto un prezzo altissimo in termini di vite umane. A tutto ciò si aggiunge anche l’incognita dell’atomica, che a quanto pare la Corea del Nord possiede già, e per cui sta sviluppando la capacità di trasportarla su missili intercontinentali in grado così di colpire gli USA.
Ogni situazione deve perciò essere vagliata con attenzione e ogni soluzione studiata con pazienza, compreso il richiesto colpo di stato che dovrebbe effettuare la Cina per mettere fuori gioco Kim Jong-Un, divenuto ormai un alleato scomodo. Cina che merita sicuramente un discorso a parte in un prossimo articolo, vista la sua posizione molto delicata e scomoda riassumibile per ora nella frase: “
CUORE IN COREA DEL NORD E PORTAFOGLIO IN OCCIDENTE“.
Ma quindi perché un conflitto all’apparenza “regionale” dovrebbe trasformarsi in “mondiale”?
Semplicemente per il solito maledettissimo gioco delle alleanze che si verrebbero a creare, ricordandoci i momenti bui dello scorso secolo. Un conflitto che dall’Oceano Pacifico arriverebbe fino in Medio-Oriente con l’intervento dell’Iran, accendendo ancor di più quella zona già tanto calda, e facendo sicuramente esplodere la guerra con Israele (“satellite” statunitense in zona) ormai in preparazione da tempo, passando per la Russia e i suoi rapporti tesissimi con gli Stai Uniti, l’Europa e la Nato che si troverebbero costretti a dare man forte agli USA.
Seneca diceva che comandare non significa dominare, ma compiere un dovere. Dovere quindi dei leader del nostro tempo è assicurarci un vita tranquilla, e speriamo che questa era, di leader, ne abbia sfornati a sufficienza.

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