La Catalogna, come d’altronde anche la regione dei Paesi Baschi, sono storicamente le zone più “calde” della Monarchia Spagnola dal punto di vista dell’indipendentismo associato anche negli anni passati alla lotta armata (l’ETA e il Terrorismo Basco ndr).
Nel frattempo negli ultimi due anni la Catalogna ha intrapreso un percorso politico molto deciso per chiedere definitivamente l’indipendenza da Madrid, raggiungendo il suo apice proprio nelle settimane appena trascorse e in questi giorni. Infatti proprio due giorni fa, il 6 Settembre, il Parlamento Catalano ha approvato il disegno di legge che prevede la convocazione del Referendum sull’Indipendenza previsto per il prossimo 1 Ottobre, intraprendendo con un atto formale il percorso vero la separazione dalla Spagna.

Le reazioni da Madrid sono state immediate.
Poche ore dopo l’approvazione del disegno di legge sopracitato, il Premier spagnolo Rajoy, ha subito provveduto ad esprimere la propria assoluta contrarietà alla consultazione referendaria, impugnando il provvedimento presso la Corte Costituzionale Spagnola che lo ha immediatamente sospeso dando così inizio ad un duro braccio di ferro, si spera soltanto politico, tra Madrid e Barcellona.

Ma ecco cosa recita l’Art. 155 della Costituzione Spagnola:
“1) Qualora una Comunità autonoma non adempia agli obblighi imposti dalla Costituzione o da altre leggi, o agisca in modo da attentare gravemente all’interesse della Spagna, il Governo, previa intimazione al Presidente della Comunità , nel caso in cui non sia ascoltato, mediante l’approvazione della maggioranza assoluta del Senato, potrà adottare le opportune misure per costringere la Comunità ad adempiere ai obblighi indicati o per proteggere l’interesse generale in pericolo.
2) Per l’attuazione delle misure di cui al comma precedente, il Governo potrà dare ordini a tutte le autorità delle Comunità autonome.”

Ma proprio oggi, nonostante questo primo stop imposto da Madrid al Referendum, con 71 voti favorevoli su 135, il Parlamento Catalano ha approvato in mattinata una legge che regolamenta la transitorietà giuridica qualora il SI alla secessione dovesse prevalere; sostanzialmente, un modello di costituzione transitoria che dovrebbe vigere nel periodo di tempo tra la secessione e formale fondazione della Repubblica Catalana.

Le reazioni dell’Unione Europea.
Non tarda ad arrivare nemmeno una prima reazione dagli organi europei nella persona del Presidente dell’Europarlamento Antonio Tajani che afferma: “Ogni azione che vada contro la costituzione di uno stato membro, è una azione contro il quadro giuridico dell’Unione Europea”. Un duro monito, questo, rivolto a quella corrente di pensiero degli indipendentisti che vuole una Catalogna fuori dalla Spagna ma dentro l’Unione Europea per goderne dei relativi benefici.

Nelle prossime ore, e fino al 1° Ottobre la tensione è destinata ad aumentare con uno scontro tra i due governi che sicuramente si farà sempre più aspro, con Madrid intenzionata ad utilizzare ogni suo potere a disposizione, considerato lo scioglimento forzato del governo locale della Comunità Autonoma Catalana.
Seguiranno ulteriori aggiornamenti.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here