Manca veramente poco all’inizio del periodo prima delle elezioni regionali in cui il Governo siciliano (e quindi anche il Presidente della Regione) possono procedere esclusivamente per l’ordinaria amministrazione. E’ chiaro che questa previsione di legge mira ad evitare che il governo uscente – e la lista o le liste eventualmente correlate – si trovino nella condizione di maggior vantaggio, potendo influenzare a proprio favore la competizione elettorale, che dovrebbe svolgersi in equità e pari opportunità per tutti i concorrenti.

Evitando il blocco alle nomine imposto dalla legge, la Giunta si è riunita ieri ed ha proceduto con una serie di nomine dirigenziali e di trasferimenti. Partiamo dagli enti Parco controllati dalla Regione Siciliana. Il nuovo numero uno del Parco delle Madonie sarà Enrico Vella, già ai piani alti del Megafono, il movimento del Presidente Crocetta; mentre a capo del Parco dei Sicani ci sarà Roberto Li Causi. Importante anche la nomina di Salvatore Giarratana, il capo di gabinetto dell’Assessore Bosco, alla guida dell’Istituto autonomo case popolari di Palermo.

Ma è proprio nei dipartimenti della Regione che si balla un vero e proprio valzer. Tutto è partito da Maria Elena Volpes, finora soprintendente ai Beni Culturali di Palermo e commissario straordinario del Consiglio metropolitano della Città Metropolitana di Palermo: il salto di qualità l’ha portata a capo del Dipartimento dei Beni Culturali della Regione. Tuttavia questo posto era già occupato da Gaetano Pennino, il quale è stato trasferito agli Affari extraregionali, prendendo il posto di Cristiana Stimolo.

La Stimolo avrà, quindi, la responsabilità del Dipartimento del Turismo, in luogo di Sergio Gelardi. Il suo nuovo incarico di dirigente del Dipartimento del Lavoro segue la revoca dell’incarico a Maria Antonietta Bullara, che andrà al nuovo Dipartimento all’Informatica.

In molti si chiedono se nomine e trasferimenti abbiano seguito il criterio della competenza e il fine di rilanciare l’azione della macchina amministrativa regionale, ovvero abbiano scopi meramente politico-elettorali.

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