Micari sarà ancora il candidato del centro-sinistra?

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Anzitutto bisogna definire cosa si intende per centro-sinistra. La candidatura di Fabrizio Micari era stata concepita dal Sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, come una candidatura civica e, in quanto tale, l’unica che in questo contesto politico potesse aspirare a riunire il centro-sinistra sotto lo stesso nome. Tuttavia sembra che la sua candidatura sia oggi in discussione, per diversi ordini di ragioni.

Come si accenna sopra, non tutti i partiti di centro-sinistra sono disposti ad appoggiare Micari nella sua avventura elettorale che lo porterebbe a Palazzo d’Orleans. Infatti, una parte del Partito Democratico siciliano e molti centristi chiedono a gran voce delle primarie che indichino un candidato autorevole e condiviso; dal canto loro sia Micari, sia Orlando contestano che l’autorevolezza di un candidato non è un effetto automatico delle primarie e che, invece, molto spesso è il meccanismo delle primarie stesse a creare frizioni e tensioni all’interno delle coalizioni.

Peserebbe, inoltre, l’alleanza con Alternativa Popolare (AP) di Angelino Alfano. Peserebbe tanto da indurre Sinistra Italiana e MDP (Democratici e Progressisti) a staccarsi dalla coalizione e a proporre la candidatura di Claudio Fava, sul quale far convergere tutti gli “scontenti” del PD. Certamente Fava non avrebbe chance di vincere la competizione elettorale, ma senz’altro sarebbe nelle condizioni di mettere in grande difficoltà Micari nel confronto con gli altri due avversari: Musumeci e Cancelleri.

Infine, come per aggiungere vento alla bufera, si contesta anche la legittimità della candidatura del Magnifico Rettore. Quest’ultima contestazione proviene dal mondo sindacale e, precisamente, da Maurizio Ippolito, segretario Cisl Università Palermo Trapani. A detta di Ippolito, il fatto che il Rettore sia candidato violerebbe lo Statuto dell’Università di Palermo, in quanto – sostiene sempre Ippolito – l’articolo 1 dello Statuto precisa che il ruolo di Rettore deve essere caratterizzato dall’indipendenza da ogni orientamento politico.

E, mentre il centro-destra ritrova l’unità e il Movimento Cinque Stelle lavora per aggregare consensi, il Segretario del principale partito della coalizione di Micari, Matteo Renzi, prende le distanze delle elezioni regionali di novembre e afferma che nulla hanno a che vedere con le politiche nazionali e che l’eventuale esito negativo non metterebbe in discussione il suo mandato di segretario del partito. Non sono mancati coloro che hanno fatto il parallelismo fra l’atteggiamento odierno di Renzi e quello a poche settimane prima del voto referendario.

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