Studio SWG: Il voto siciliano ai raggi X

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Interessante studio condotto dall’Istituto di ricerca “SWG” che ha analizzato il voto siciliano dello scorso 6 Novembre suddividendolo per livello scolare, professionale e socio-economico, cercando di individuare anche il livello di astensionismo in ognuna di queste categorie. Ma adesso entriamo nel dettaglio della ricerca condotta dall’istituto di Trieste.

Il primo criterio analizzato è quello del livello di scolarizzazione: in questa categoria il candidato del M5S Giancarlo Cancelleri ha primeggiato tra gli elettori con un più alto livello di istruzione;
Nello Musumeci ha invece avuto la meglio nelle fascia a media e bassa scolarizzazione.
Seguono più staccati la coppia di testa, i due candidati rispettivamente del centrosinistra e della sinistra Micari e Fava.
Per quanto riguarda l’astensionismo in questa prima categoria supera il 60% tra gli elettori meno istruiti, si mantiene invece stabile nella fascia a media e alta scolarizzazione, attestandosi tra il 42% e il 46%.

Il secondo criterio oggetto dello studio è stata la suddivisione dell’elettorato per tipologia di occupazione lavorativa, da cui sono emersi i dati più interessanti.
Tra gli imprenditori, i lavoratori autonomi e i lavoratori dipendenti, Cancelleri e Musumeci si sono praticamenti eguagliati, con uno scarto massimo di uno-due punti percentuali a favore del candidato pentastellato. Seguono sempre più staccati Micari e Fava.
L’astensionismo per queste prime tre categorie lavorative si è mantenuto nella media, oscillando tra il 38% e il 45%.
Boom di consensi invece a favore del Presidente Musumeci 
tra le casalinghe e i pensionati, dove il M5S, invece, anche se di poco, subisce anche il sorpasso del candidato del centrosinistra Fabrizio Micari.
Da segnalare l’astensionismo per queste due tipologie di lavoratori: il 69% delle casalinghe, e il 55% dei pensionati siciliani non si è recato alle urne.
Merita sicuramente un discorso a parte la categoria dei disoccupati siciliani, di cui il 75%, secondo SWG, non si è nemmeno recato alle urne, sfiduciato evidentemente dalla classe politica.
Il 25% dei non-occupati che ha invece scelto di votare ha optato in massa per il M5S, con il suo candidato che ottiene il 61% dei consensi; più staccati gli altri tre competitors che oscillano tra il 9% e il 17%.

 

L’ultimo aspetto analizzato da questo studio riguarda la condizione economica dei vari elettorati.
Il Centrodestra pesca più voti tra l’elettorato con meno difficoltà economiche; nella fascia medi-bassa e di piena povertà è invece il M5S ad intercettare più consensi.
Spaventosi invece i dati sull’astensionismo: cIrca l’83% dell’elettorato in piena povertà sceglie di restare a casa e non votare.
Sfiducia molto alta anche nel ceto medio, con un livello di astensionismo che oscilla tra il 49% e il 62%.
Affluenza sopra la media, invece, per chi non vive particolari disagi socio-economici, con il dato che si ferma infatti al 35%.

Vi forniamo qui in basso il grafico completo dello studio dell’Istituto SWG.

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