Fancies: un sogno “Tropicale” per andare “Al di là dell’Africa”

0
154
Da sinistra verso destra: Dario Bruno, chitarra; Giorgio Scherma, batteria; Giuseppe Bisconti, testo e voce; Nazario Di Liberto, produzione; Enrico Moncada, tastiera.

Da qualche anno pare ci sia la tendenza ad abbandonarsi alle proprie passioni e ad ascoltare la propria indole, abbandonando, spesso, le convenzioni sociali. Soprattutto i giovani sono quelli che si cimentano in categorie artistiche pur non tralasciando la “vita reale” e le necessità che la stessa presuppone. 

E’ il caso dei Fancies, un gruppo musicale nato nel 2013, formato da cinque giovanissimi ragazzi (età compresa tra i 26 e i 28 anni) che hanno deciso di ascoltare se stessi e lasciarsi trasportare dalla musica, creando un loro mondo e un loro modo di lanciare dei messaggi. 

Qualche giorno fa li abbiamo incontrati (erano presenti Giuseppe Bisconti e Nazario Di Liberto) ed intervistati. Ci aveva colpito il loro primo singolo, “Al di là dell’Africa“, ed eravamo curiosi di scoprirli un pò. Ci hanno accolti con entusiasmo e garbo, e, tra una risata e l’altra, proprio come fossimo amici, hanno risposto alle nostre domande, si sono aperti e con gli occhi sognanti ci hanno parlato dei loro progetti. Fin dall’inizio della nostra intervista, notiamo come nessuno definisca “lavoro” la musica. Attualmente, infatti, per loro non lo è e per questo qualcuno studia e qualcun altro lavora già. 

In questo momento il gruppo, più che un lavoro, è una passione, un progetto. Da cosa nasce? 

G.B.: Nasce per caso, […] per la voglia di suonare e cantare come fossimo a casa davanti a uno specchio. Era diventato un bisogno, non cercato. Abbiamo iniziato io e Giorgio Scherma, con una batteria e una tastiera. Sempre per caso abbiamo, poi, conosciuto Dario Bruno, Enrico Moncada e Nazario Di Liberto. […] E’ stata una fortuna. 

Nazario ci svela che inizialmente loro venivano da un “mondo di cover” e suonavano per locali. Solo al ritorno di Giuseppe dalla Spagna hanno iniziato a delineare il tutto, e lui ce lo conferma. 

G.B.: In sostanza io scrivevo canzoni da prima però, per un periodo, la luce si è spenta e si è riaccesa in Spagna. Quando sono tornato, dopo quattro mesi, avevo un obiettivo. Non sapevo come lo avremmo realizzato ma c’era, punto. L’obiettivo era fare musica. Nella mia testa fantasticavano un sacco di cose che sono state condivise dagli altri. E questo non è scontato. All’inizio lavoravamo sulle cover, provando a veicolare da interpreti canzoni non nostre, poi ci siamo dedicati ai nostri brani ed è subentrato il gruppo. 

Quando avete detto per la prima volta “Fancies”?

G.B.: […] Abbiamo subito a iniziare a suonare nei locali. Dario la prima volta ha buttato fuori “The Gentleman Jack” ma non rappresentava appieno quello che facevamo. A me è venuto in mente “Fancies“, fantasia, che poi è anche il nome dei dolcini colorati che vendono in Inghilterra. 

Il nome fa pensare a qualcosa di fresco, nuovo, allegro ma non troppo. Fa pensare a una spensieratezza “velata”, che racchiude in sé anche emozioni come la malinconia e la tristezza, e si avverte soprattutto nel loro primo singolo “Al di là dell’Africa“. 

Questo brano è un vero e proprio flusso di coscienza in cui diverse immagini si incastrano tra loro. Narra la fine di una storia, di un viaggio che poi finisce male. 

G.B.: E’ un testo spontaneo. Le parole vengono perché forse sono troppo sincero ma è questa la linea che vogliamo seguire. “Tropicale“, invece, è un brano fresco, ed è così che lo immaginavo. 

N.D.L.: Il velo di malinconia è apparentemente nascosto dall’esasperazione della freschezza e dell’allegria. E’ ironico, quasi l’opposto del singolo precedente. 

I Fancies non hanno in mente Talent, ritenendo che questi non siano molto affini al loro progetto e al loro modo di fare musica. Non escludono però Sanremo, la casa della storia della musica Italiana, per un legame affettivo. Seppur attaccati da sempre al mondo musicale, non pensavano di poter realizzare tutto ciò che, ad oggi, sembra essere solo una parte di un obiettivo che si va concretizzando. 

I ragazzi sono tanto ambiziosi quanto “con i piedi ben saldati a terra“. Il loro album arriverà durante il primo semestre del 2019 e conterrà una decina di brani. Nello stesso periodo inizierà la tournée in tutta Italia: a breve verranno ufficialmente comunicate le date. 

Non ci resta che fare il nostro in bocca al lupo a questi giovani Siciliani, nella speranza di rivederli tra qualche anno con gli stessi occhi sognanti, a tratti lucidi, con la stessa voglia di fare buona musica e raccontarsi e permettere agli altri di ritrovarsi tra le loro note, in un sogno “Tropicale” per andare “Al di là dell’Africa”. 

Vi invitiamo a seguirli nelle loro pagine ufficiali IG e FB e di iscrivervi al loro canale YouTube “WeareFancies“. 

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here