La festa di Maria Santissima Addolorata di Aspra: storia e leggenda nel borgo marinaro

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In uno dei borghi marinai in cui la sicilianità si respira quotidianamente, caratterizzato dai pescherecci in riva al mare e dai vecchietti che accanto a questi disputano partite a carte, si festeggia, in questi giorni, Maria Santissima Addolorata.

In base alle tradizioni popolari tramandatici, erano due i momenti che gli aspresi dedicavano a Maria: il 15 Agosto festeggiavano Maria Assunta, la cosiddetta “Maronna ‘ri pirriaturi”, cioè “Madonna dei picconieri”; il 15 settembre festeggiavano invece la Madonna Addolorata. Solo l’ultimo dei due culti fu tramandato e continua a essere praticato tuttora.

Si racconta che, presumibilmente nel ‘700, quando il Marchese di Sant’Isidoro fece costruire la Chiesa di Aspra, i pescatori chiesero di avere un proprio culto mariano e quindi un proprio simulacro da porre nella chiesa appena nata. Invitarono quindi lo scultore Civiletti a incidere la statua della Madonna. L’artista allora, visitando Villa Sant’Isidoro, suggerì ai pescatori di scegliere l’albero centrale del Viale, da utilizzare come base su cui scolpire il simulacro. Gli abitanti del borgo dunque fecero questa richiesta al Marchese, che tuttavia la rifiutò, poiché riteneva che sarebbe venuta meno la perfezione geometrica che caratterizzava il viale, e propose di utilizzare l’ultimo albero. Ma, quasi come per destino, una notte d’estate un lampo colpì proprio l’albero centrale e il Marchese non poté fare altro che donarlo al popolo asprese per costruire la sua Madonna. L’albero fu condotto a Palermo su una barca, affinché lo scultore potesse lavorarlo. Proprio quest’ultimo racconta di essere rimasto impressionato dal modo in cui l’immagine di Maria si adattasse perfettamente all’albero prescelto, quasi come se fosse rimasta nascosta lì, pronta per essere scoperta. Quando Civiletti terminò l’opera, questa fu trasportata ad Aspra su un peschereccio, tormentato dal vento di maestrale, che tuttavia si placò dopo le preghiere dei marinai. Da allora si cominciò quindi a festeggiare la Madonna Addolorata, patrona di Aspra.

Per quanto riguarda i festeggiamenti, che, come suddetto, hanno luogo il 15 settembre di ogni anno, questi costatavano di due parti: una religiosa e una tradizional-popolare. In particolare, erano organizzate due sfide, tipiche dei borghi mariani dell’Isola: la corsa delle barche, disputata tra gli equipaggi, il cui vincitore si aggiudicava in maniera simpatica un bicchiere di vino alla taverna, e la “Lanterna a mare”. Quest’ultimo gioco consisteva nel raggiungere una bandiera, posta su un palo unto di sapone. A portare questo gioco tra i paesi marinai era la Famiglia Catanzaro.

La parte religiosa dei festeggiamenti, invece, vede il suo centro e il suo culmine nella Processione Solenne, durante la quale è trasportato il simulacro per le vie della frazione dalla Confraternita con gli abitini blu. Un’altra Processione, tuttavia, viene svolta dai devoti, ed è la “processione a mare”, nel corso della quale la Madonna, posta su un peschereccio e seguita da decine di barche, raggiunge Capo Zafferano da una parte e la spiaggia Crucicchia di Ficarazzi dall’altra. Durante i giorni di festa, la Chiesa rimane accessibile durante tutte le ore della giornata. All’interno si possono ammirare gli affreschi che Renato Guttuso realizzò a quattordici anni, quando, dopo aver rischiato di annegare, fu portato in chiesa da uno dei pescatori e, avendo stretto amicizia con il parroco di allora, dipinse gli apostoli con i volti dei pescatori e le pie donne con il volto della madre di Dacia Maraini. Questi affreschi, coperti in seguito per motivi politici, sono stati recuperati recentemente grazie ad un intervento della Provincia di Palermo.

Una storia ricca di elementi leggendari, intrinseca nell’animo degli aspresi, popolo di mariani che al mare devono certamente qualcosa e che dal mare sono stati raggiunti dalla loro Madonna. Tradizioni che ancora oggi vengono tramandate, che gli adulti raccontano alle nuove generazioni, cercando di mantenere la sicilianità, la devozione e la fede che si rendono chiari in questi giorni di festa. Aspra, frazione marinara, in cui sembra essere sempre festa, in questi giorni indossa la sua veste più bella, per rendere omaggio alla sua patrona, con un misto di elementi profani e religiosi, che caratterizza la Sicilia tutta.

Di seguito una poesia di Michelangelo Balistreri:

Addulurata, fatta ri lignu ri nuci,
ri l’albiru chiù bellu ri lu Marchisi,
un lampu ‘na notti u tagghiò,
ciù retti ne manu o paisi
e supra ogni cosa nasciu la luci.
U mari, quannu la vitti, di lu so culuri ci tinciu lu mantu,
u celu du stiddi ci pusò ‘nta l’occhi
e ‘na curuna d’argentu.

Articolo di Barbara Bondì
Foto di Luigi Parisi 

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