Io sono Claudio Traina e ho 27 anni…

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“Io sono Claudio Traina, ho 27 anni e sono un giovane cittadino di Ficarazzi. Sono un agente scelto della Polizia di Stato e sono un angelo della scorta del giudice Paolo Borsellino.”

Se chiedessimo a Claudio di presentarsi, immaginiamo che avrebbe usato queste parole. Ma quella terribile domenica pomeriggio del 19 luglio 1992 un attentato mafioso gli tolse la vita. Con lui, a fare il proprio dovere, c’erano Emanuela, Walter, Agostino e Vincenzo, gli altri agenti della scorta del dott. Borsellino.
La storia di Claudio, per molti versi, è una storia comune: nasce a Palermo il 2 settembre del 1965 e, come tanti, dopo il militare decide di arruolarsi in Polizia. Claudio voleva seguire le orme di suo fratello Luciano che a Palermo faceva l’ispettore della Squadra Mobile. Una famiglia di sbirri – si potrebbe dire – e in effetti Claudio e Luciano gli sbirri li sapevano fare bene. Il senso del dovere, di giustizia e di legalità animarono Claudio fin dall’inizio della sua carriera; e ci credeva così tanto che nel 1990 si fece trasferire al Reparto Scorte di Palermo.
Certo, lì gli straordinari si facevano e qualche soldo in più al mese non dispiacevano, soprattutto perché da poco lui e la sua compagna avevano avuto un bambino, Dario. Chi ricorda quegli anni, però, sa che la scelta di Claudio era molto coraggiosa; erano gli anni del terrorismo mafioso a Palermo, qualche mese prima, il 23 maggio, c’era stato l’attentato a Capaci, in cui a saltare in aria furono Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e i colleghi Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro.
L’aria che si respirava era un miscuglio di ansia, sgomento, attesa, timore, paura. Sì, paura, perché fare lo sbirro in quegli anni non era semplice e farlo al Reparto Scorte per quei giudici che, come Falcone e Borsellino, la mafia la combattevano in prima linea era come giocare alla roulette russa: la prossima volta poteva toccare a te. Ma Claudio ci credeva e aveva giurato di servire lo Stato e di proteggere le persone, sentiva il dovere di difendere quei principi di giustizia e legalità che il giudice Borsellino incarnava, mettendo a repentaglio la propria vita per tutelarlo.
Ogni giorno Claudio partiva da Ficarazzi per raggiungere la Caserma Lungaro, dove vi è il Reparto Scorte, per iniziare il suo servizio; e non perché fosse un eroe, ma perché faceva il suo dovere. L’agente scelto della Polizia di Stato Claudio Traina era un giovane ficarazzese, viveva con la moglie e il figlio al numero 686 di Corso Umberto I, vicino la chiesa.
Ogni anno, durante la commemorazione delle vittime della strage di via D’Amelio, assieme agli altri angeli della sorta, ricordiamo il suo sacrificio; ma dobbiamo ricordare che era anche un “ficarazzuotu” come noi, un ventisettenne pieno di vita, di entusiasmo, di ideali che gli hanno strappato la vita.


Ficarazzi Oggi, nelle persone di Mimmo Bessone, Daniela Urciuoli e Anthony Domino, ha concepito una “due giorni” per onorare la memoria di Claudio Traina. Esponendo il progetto all’Assessore alle politiche giovanili Biagio Saverino, che ha sposato immediatamente l’idea, e ha lanciato la proposta di istituire “La Giornata di Claudio”:
“Dobbiamo presentare al nostro Paese Claudio Traina, tutti devono conoscere questo valoroso giovane cittadino di Ficarazzi. Io ho avuto modo di conoscerlo direttamente dalle parole del fratello Luciano a cui va tutta la mia gratititudine e riconoscenza. Gratitudine e riconoscenza possono sembrare la stessa cosa, ma nella pratica, non è così. C’è una bella differenza: la gratitudine è un sentimento; la riconoscenza è la volontà di ricambiare quanto ti è stato dato, ed io dopo le parole di Luciano Traina ho sentito una profonda riconoscenza, nei suoi confronti, nei confronti di Claudio e dell’intera famiglia.
Le giornate si terranno a Ficarazzi il 22 e 23 settembre. L’intenzione non è quella di celebrare la prodezza dell’eroe, ma l’umanità e il senso del dovere. L’attitudine di Claudio per il sacrificio, l’amore per il suo lavoro e la fedeltà ai suoi ideali devono fungere da monito per le giovani generazioni e per la società contemporanea, nella quale si pretendono tanti diritti senza, però, essere disposti ad assumersi doveri e responsabilità. D’accordo con il Sindaco Avv. Paolo Francesco Martorana, verrà infine intitolata una strada alla memoria di Claudio Traina, come simbolo di Ficarazzi che non dimentica il suo martire e a testimonianza perenne del suo sacrificio.

Di Domenico Bessone, Daniela Urciuoli, Anthony Domino

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