Patrizio Cinque indagato: è bufera sul Comune di Bagheria

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Stamane i Carabinieri hanno notificato al Sindaco di Bagheria Patrizio Cinque un obbligo di firma disposto dal Procuratore della Repubblica di Termini Imerese, Ambrogio Cartosio.
Sono stati disposti l’obbligo di firma anche per 16 funzionari comunali e il divieto di dimora per altri due dipendenti.

L’inchiesta della Procura di Termini riguarda la gestione del servizio di raccolta dei rifiuti e, nello specifico, concerne i bandi di gara circa il noleggio degli automezzi necessari per la raccolta. Queste gare erano state oggetto sia di un esposto da parte di un dirigente del Comune, Laura Picciurro, che in seguito avrebbe denunciato Cinque per mobbing; sia di un’interrogazione parlamentare del Senatore Mdp Francesco Campanella, che chiedeva delucidazioni in merito alla legittimità degli affidamenti diretti milionari della raccolta dei rifiuti alla ditta privata Tech.

Le ipotesi di reato contestate al primo cittadino bagherese sono: rivelazione di segreto d’ufficio, abuso d’ufficio, omissione di atti d’ufficio e turbativa d’asta. Le cui imputazioni si intrecciano con quelle concernenti l’inchiesta sull’abusivismo edilizio, che lo hanno riguardato nei mesi scorsi.

Durissima è stata la reazione dell’opposizione, nella persona di Daniele Vella – candidato sindaco nella scorsa tornata elettorale per una lista civica di centrosinistra e aderente al Partito Democratico – che ha chiesto le immediate dimissioni del Sindaco, motivando tale richiesta per la mancanza della serenità necessaria ad amministrare una città come Bagheria. Per contro il Sindaco Cinque, che ha ricevuto l’appoggio di Giancarlo Cancelleri, ha parlato di giustizia ad orologeria finalizzata a destabilizzare il Movimento Cinque Stelle a poche settimane prima del voto regionale, salvo poi smentire affermando di non voler criticare la magistratura.

 

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