Un patrimonio da tutelare: lo sfincione bagherese

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Durante il periodo natalizio, chi non mangia lo sfincione a Palermo? Chi lo prepara in casa, chi lo acquista, chi porta la propria “conza” ai panifici, è davvero una pietanza immancabile durante le feste e non solo! E’, infatti, divenuto parte integrante dello street food palermitano. La sua tradizione è oramai centenaria: probabilmente furono le suore del monastero di San Vito a realizzarlo per la prima volta ma è a Bagheria che lo sfincione diventa un unicum, grazie al condimento che lo contraddistingue. Ed è proprio per questa sua peculiarità (e per l’utilizzo di materie prime povere) che la Regione Siciliana sta pensando di richiedere la DOP (denominazione di origine protetta, un marchio di tutela giuridica della denominazione che l’Unione Europea attribuisce agli alimenti la cui qualità o particolarità dipende esclusivamente dal territorio di produzione) per lo sfincione bagherese che è stato eletto dalla stessa comunità culinaria bagherese come piatto di rappresentaza e viene, inoltre, distrubuito in tutto il mondo poiché gli emigranti continuano a richiederlo. Un ulteriore motivo per tentare di salvaguardare la qualità ed i metodi di preparazione di questo patrimonio tutto siciliano.

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