Coraggio e memoria: il 23 maggio di Palermo

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“Per dare senso alle commemorazioni, Giovanni, dobbiamo avere rispetto. Noi lo sappiamo che dobbiamo avere rispetto. Dobbiamo avere soprattutto la passione per la verità. […] Perché quel 23 maggio in cui ti facevano saltare in aria si sono fatti male i conti, Giovanni, perché te la posso dire una cosa? È vero, noi due abbiamo una data in comune: in quel 1992 nascevamo tutti e due.”
È con queste parole che I Sansoni il 22 maggio nell’aula magna della facoltà di Giurisprudenza hanno voluto ricordare la strage di Capaci, sottolineando anche I nomi della scorta, tema centrale di quest’anno, non dimenticando di fare un po’ di satira sulle “verità negate”, aprendo così un momento di riflessione rivolto alla comunità studentesca.
L’evento intitolato “una notte per non dimenticare”, che fa parte del progetto “Palermo chiama Italia”,è stato inaugurato dal Rettore dell’Università degli studi di palermo Fabrizio Micari e dal rettore dell’università LUMSA Francesco Bonini, e ha visto partecipi oltre I Sansoni, Gery Palazzotto e Salvo Palazzolo con il loro spettacolo “le parole rubate”, le band vorianova, tamuna, saxophone sextet “Adolphe sax”.
Ampia è stata l’adesione degli studenti (e non) e delle associazioni organizzatrici, le quali ci hanno concesso brevi interviste (potete prenderne visione dalla nostra pagina Facebook siculum.it)

Migliaia di ragazzi erano ieri presenti al porto e con lo stesso entusiasmo Palermo ha accolto la nave della legalità, su cui hanno viaggiato oltre studenti e forze dell’ordine, alcuni familiari delle vittime della strage e grandi figure istituzionali quali il ministro della pubblica istruzione Fedeli, il capo della polizia Gabrielli, il procuratore nazionale antimafia De Raho, l’ex presidente del Senato Pietro Grasso e l’attuale presidente della Camera Roberto Fico. Proprio quest’ultimo ha suscitato clamore tra i presenti e nel web per l’atteggiamento mostrato durante l’esecuzione dell’inno d’Italia, che, mani in tasca, guardava altrove.
Dopo aver ricordato i singoli nomi delle stragi di Capaci e via D’Amelio e a seguito dei saluti istituzionali, la manifestazione è continuata presso l’aula bunker, luogo in cui è svolto il maxi processo, e a piazza magione, in cui vi erano diversi stand rappresentanti scuole, associazioni e forze dell’ordine.
L’atmosfera creatasi di entusiasmo e festa, resa tale dalla presenza di numerosi bambini e di artisti che hanno animato la piazza, fa ben sperare che davvero qualcosa stia cambiando. In questo contesto è stata protagonista la formazione e l’educazione alla memoria :
“Un bambino, un’insegnante, una penna e un libro, possono cambiare il mondo. L’istruzione è l’unica soluzione. L’istruzione è la prima cosa.” (Malala Yousafrai – premio Nobel per la Pace 2014)
(Di seguito troverete le interviste fatte alla scuola media statale G.A Cesareo e all ISS Mario Rutelli, il quale ha realizzato un plastico del giardino “Quarto Savona Quindici”)

Nel pomeriggio, come ogni anno, il corteo si è copiosamente diretto all’albero Falcone in attesa del silenzio. Altrettanto numerosa è stata la partecipazione nel luogo in cui è avvenuta la strage, dove sorge da un anno il giardino della memoria Quarto Savona Quindici, ideato dall’associazione da cui prende il nome, il cui presidente è Tina Montinaro, moglie del capo scorta di Giovanni Falcone. (Di seguito troverete la sua intervista).

La sensazione percepita dai presenti era un’aria di pace intensa, tra gli ulivi dedicati ognuno a una vittima di mafia. Uno di questi è stato ieri donato dagli studenti dell’Università di Palermo, che hanno voluto ricordare la figura del Capitano dell’Arma dei Carabinieri Mario D’Aleo. Ad attirare l’attenzione è stata anche la teca contenete quel che resta della Quarto Savona Quindici, l’auto su cui viaggiavano Antonio, Vito e Rocco e che segna il chilometraggio 100287, che, come piace pensare ai membri dell’associazione, continua a scorrere attraverso il ricordo.
17:58. Palermo tace.
Il silenzio solenne risuona tra le vie della città, deflagra negli animi degli astanti, sovrastati da rabbiose nuvole grigie, e la lacrima causata dalla tromba ci riporta a quel tragico momento, abbracciando tutti i familiari delle vittime li presenti.
A chiudere questo momento lo strozzato canto, senza pianoforte, di Gaetano Curreri in “per una bandiera”.
Emozionante è stato poi il tributo della banda della Polizia di Stato, intitolato “insieme per non dimenticare”, in onore dei loro colleghi caduti nell’alto adempimento del dovere a cui erano chiamati, svoltosi presso il Teatro Massimo di Palermo in diretta Rai, eseguendo brani di diverso genere, alternando ad essi gli interventi del capo della polizia Gabrielli, la testimonianza di Tina Montinaro e le citazioni tratte dal libro “io, Emanuela” interpretate dall’attore Vassallo Alessio.
Lo scopo delle due giornate era quello di ricordare, ma non basta un ricordo sterile. Il ricordo deve essere accompagnato da azioni quotidiane di legalità, senza lasciarsi sopraffare dalla paura, perché si “[…]ha la possibilità di scegliere tra la paura e la vigliaccheria. La paura è una cosa che tutti abbiamo. Chi ha paura sogna, chi ha paura ama, chi ha paura piange… è un sentimento umano. È la vigliaccheria che non si capisce e non deve rientrare nell’ottica umana.” ( Antonio Montinaro).

Scritto da Giulia Palmeri e Natale Giacomo Franzella

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