Interni del Museo di Zoologia Doderlein

Le Vie Dei Tesori” aggiunge tra le tappe il Museo di Zoologia Doderlein.
Primo per numero di esemplari presenti in Sicilia, il museo apre nel 1863. Il suo creatore, Pietro Doderlein, viene dalla Croazia e studia a Padova Medicina e Chirurgia. A seguito degli studi medici si trasferisce a Modena dove inizia a insegnare Zoologia, Geologia e Mineralogia e ivi fonda il museo universitario di Scienze Naturali. Chiamato nel 1862 come professore ordinario di Zoologia ed Anatomia Comparata all’Università di Palermo, si dedica allo studio della fauna Siciliana. Nell’anno successivo fonda il museo universitario e lì raccoglie e organizza i suoi esemplari usando una tecnica di imbalsamazione ormai persa.

La concezione di museo di fine Ottocento non è quella che intendiamo attualmente: era, infatti, un luogo riservato a studiosi e ricercatori, tanto da avere l’aspetto di un magazzino. Pian piano però diventa uno dei centri culturali della città. Viene chiuso dopo la Seconda Guerra Mondiale e riaperto solo nel 2008. Ma anche adesso la sua storia appare travagliata e ricca di insidie. È, infatti, possibile accedervi, attualmente, solo tramite “Le Vie Dei Tesori”.
A rendere possibile tutto ciò gli studenti dell’ateneo panormita, e, in particolare, quelli appartenenti all’associazione studentesca Vivere Ateneo, i quali si sono calati nei panni di guide turistiche volontariamente.

«Per la prima volta il museo apre per questa manifestazione grazie all’attività di volontariato degli studenti dell’ateneo palermitano. Gli studenti si riappropriano di uno spazio universitario, esattamente come lo sono le aule» afferma, grata ed entusiasta, il direttore Sabrina Lo Brutto.
Il museo può rappresentare di fatto una palestra , un’esperienza di crescita che aggiunge un qualcosa in più al loro bagaglio culturale. I ragazzi si mettono in gioco dinanzi ad un pubblico vasto e vario. Si allenano a lavorare in gruppo, a valorizzare e rispettare le competenze di ognuno. Studenti di lettere, per esempio, si trovano a fianco a studenti di scienze naturali.
Quando si trasferisce conoscenza ci si rende conto del bagaglio culturale che si ha: è quindi un modo per aumentare l’autostima. I ragazzi sono quasi elettrizzati e a fine giornata li si vede gironzolare meravigliati tra le vetrine, sognanti e facenti respiri profondi, forse a voler cogliere fino all’ultimo briciolo la grandezza di quel luogo.

Ma come in tutte le fiabe che si rispettino, c’è un lato negativo. Nei depositi del museo si trova altro materiale che andrebbe messo in ordine e catalogato. Ci sono “pezzi dimenticati” e reperti che necessitano di un grande investimento economico per poter essere recuperati ed esposti. Tra questi, la foca monaca, di cui il museo conserva la cute. Tanta altra cultura e bellezza viene negata agli studenti e a tutti i visitatori, i quali hanno mostrato il loro stupore nel visitare il museo. Molti di loro non ne conoscevano l’esistenza e tutti hanno consigliato di valorizzarlo. Durante i primi due week-end di apertura c’è stata parecchia affluenza. Tante le famiglie con bambini, numerosi ragazzi e turisti.

Esemplare esposto nel Museo

Il primo esemplare che si cerca è lo storione, estinto in Sicilia. La grandezza del museo sta anche in questo: «Traccia 150 di storia della fauna siciliana» ci fa presente Piero Vitrano, volontario de “Le Vie Dei Tesori” e laureato in Scienze della Natura. Il museo custodisce esemplari estinti non solo nella nostra terra o nei dintorni, ma anche nel resto del mondo. Basta pensare allo scinco di Capo Verde, un rettile ormai scomparso. La raccolta dimostra, inoltre, come sia cambiata la fauna: la grandezza media dei pesci lì presenti è maggiore di quella attuale.

È un museo prezioso, un diamante grezzo che aspetta solo di essere valorizzato. Visitate questo museo, ne vale davvero la pena !
È sito in via Archirafi n° 16. Lo troverete aperto per i prossimi tre week-end (venerdì, sabato e domenica) dalle 10 alle 18. Il coupon singolo costa solo 2 euro.

Di Giulia Palmeri

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here